Via al World Press Photo 2014

La fotografia è lo strumento per eccellenza per catturare un ricordo e conservarlo per sempre.
Ovviamente ci sono fotografia riuscite meglio di altre, momenti che emozionano più di altri, situazioni e simboli che colpiscono per intensità e contenuto.

Ogni anno ai World Press Photo si premiano proprio queste fotografie, scattate dai fotoreporter di ogni parte del mondo che, con le loro immagini, hanno saputo raccontare al meglio l’anno appena trascorso.

L’edizione 2013 è stata ricca di fotografie significative e tutte le immagini che sono state presentate erano meritevoli di un premio ma, come succede nei concorsi, non tutte possono vincere; l’operato della giuria ha fatto in modo che, per ciascuna categoria, ci fosse una sola immagine vincitrice più una fotografia che è stata scelta come vincitrice assoluta dell’anno.

Questa è stata la 57esima edizione del concorso e hanno partecipato 5754 fotografi per quasi 99mila immagini complessivamente presentate, attimi di vita catturati per sempre dall’occhio di questi professionisti che, prima di avere una tecnica fotografica ineccepibile, possono contare su un grado di sensibilità tale da riuscire a cogliere i momenti più giusti per scattare ed è questo che caratterizza un buon fotografo da un fotografo eccellente.

Tra tutte, la fotografia che si è aggiudicata il primo premio è stata scattata da John Stanmeyer, fotografo americano che per un reportage per National Geographic si è ritrovato a scattare nel Corno d’Africa. La foto premiata è stata scattata su una spiaggia di Gibuti dove un gruppo di migranti alza il cellulare per tentare di trovare un segnale per avvisare i parenti rimasti nella vicina Somalia, Paese che loro si sono messi alle spalle alla ricerca di un futuro migliore.

Una foto davanti alla quale è impossibile restare indifferenti, che colpisce per intensità e composizione, perché riesce a racchiudere in uno scatto notturno tutte le ansie e le paure di chi parte per inseguire il sogno di un futuro sereno lontano da guerre e povertà.

Questa è stata premiata sia come migliore in assoluto che come migliore nella categoria attualità mentre, per le altre categorie, si può citare la vincitrice della categoria singole General News, uno scatto del fotografo italiano Alessandro Penso che ha ritratto un centro di emergenza di Sofia dove adesso trovano rifugio 800 profughi siriani, tra cui tantissimi bambini. Molto toccante è l’immagine del fotografo francese Phillipe Lopez che ha documentato il tentativo di salvataggio di alcune reliquie religiose da parte di alcune donne filippine subito dopo il passaggio del tifone Haiyan, che ha vinto il primo premio singole per la sezione Spot News.

Decisamente forte e veicolo di importanti emozioni è lo scatto del fotografo Peter Holgersson che ha vinto il primo premio per la categoria Sport feature stories e che ritrae l’atleta Nadja Casadei che, nonostante le terapie chemioterapiche, continua ad allenarsi nella speranza di poter arrivare alle Olimpiadi di Rio nel 2016.
Nella categoria storie di Vita quotidiana ha vinto il reportage di Fred Ramos che, con uno stile particolare, ha ripreso tutto ciò che resta dei desaparecidos del triangolo sudamericano; spesso gli indumenti sono le uniche cose che restano di queste persone che scompaiono e di cui non si sa più nulla.

Una menzione d’onore l’ha meritata lo scatto di Jana Asenbrennerova, ambientato nella Repubblica Democratica del Congo, che ritrae un ragazzo locale evidentemente gay in una nazione dove, seppur non apertamente illegale, l’omosessualità non è accettata del resto della popolazione.

Ora via all’edizione 2014, qui tutte le info.

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