Fotografia: Cos’è il sistema Reflex

Per sistema reflex a lente singola (single lens reflex, SLR), o comunemente detto reflex, si intende un sistema ottico che permette di riflettere un’immagine su una lastra smerigliata tramite un obiettivo e uno specchio inclinato a 45° verso l’alto.

Inventato da Johann Cristoph Sturm, Il sistema di visione fu stato utilizzato per la prima volta nel 1685 da Johan Zahn che realizzò la prima camera oscura reflex con specchio interno per riflettere una scena su un piano da disegno. Fra la fine del secolo e per tutto il ‘700 il sistema fu utilizzatissimo da tutti i pittori dal vero per riprodurre fedelmente scene e paesaggi. Diversi inventori apportarono modifiche e migliorie all’invenzione, realizzandone comode versioni portatili, fra cui la celebre versione a portantina di S’Gravesande, 1711, o versioni dotate di funzioni estremamente accurate come quella con messa a fuoco telescopica inventata da Georg Brander nel 1769.

La camera oscura reflex non è altro che l’antenata delle moderne macchine fotografiche che adottano, in versione tecnologicamente avanzata, lo stesso sistema a lente singola più specchio riflettente. Specificamente, si intende per macchina fotografica reflex una fotocamera che permette di osservare la scena tramite mirino attraverso la stessa ottica (obiettivo) che serve a imprimere l’immagine su un supporto sensibile: pellicola nel caso delle reflex analogiche, il sensore nel caso delle reflex digitali.
Come già avveniva per la camera oscura, la riflessione dell’immagine nel mirino è garantita da uno specchio inclinato di 45° verso l’alto che è posizionato dietro l’obiettivo e da un pentaprisma.

Funzionamento

Lo specchio, in posizione di mira, riflette l’immagine al pentaprisma, che si occupa di raddrizzarla e, successivamente, di deviarla verso il mirino permettendo l’inquadratura della scena da fotografare. Una volta premuto il tasto dell’otturatore lo specchio si solleva e la luce passa attraverso l’otturatore per raggiungere il sensore (o la pellicola). L’impressione della luce sull’elemento sensibile permette l’acquisizione dell’immagine. Sollevandosi, inoltre, lo specchio impedisce l’ingresso di luce dal mirino rendendo completamente buia la camera in cui si trova con un procedimento analogo a quello che avveniva in camera oscura. L’automatismo degli otturatori delle macchine fotografica fa riabbassare lo specchio in posizione di mira una volta chiuso l’otturatore. Ovviamente, il tempo in cui avviene lo scatto e l’acquisizione dell’immagine è estremamente veloce e può durare anche qualche millesimo. L’unica manifestazione percepibile del movimento dello specchio e dell’otturatore è il caratteristico suono “click” tipico delle reflex.

Pro e contro

Il più grande vantaggio delle reflex, grazie al quale hanno dominato la scena fotografica del ‘900, è sicuramente quello di permettere di valutare e visualizzare l’inquadratura esatta direttamente dal mirino. Lo scotto da pagare è abbastanza irrisorio, visto che si tratta solo di rinunciare a vedere il soggetto ritratto durante l’acquisizione dell’immagine causa sollevamento dello specchio, un’interruzione che, tra l’altro, dura generalmente soltanto qualche istante e che non compromette assolutamente la buona riuscita della fotografia.
La possibilità di vedere la scena del mirino è particolarmente utile utilizzando macchine fotografiche a ottica intercambiabile. Poter apprezzare direttamente dal mirino i campi larghi di un obiettivo grandangolare o l’ingrandimento offerto da un teleobiettivo risulta essere fondamentale per inquadrare le scene in maniera corretta e nel modo desiderato.

Analizzando attentamente i sistemi reflex offerti dalle macchine fotografiche attualmente in commercio, però, si può osservare di come nessuna offra una perfetta restituzione del campo visivo. In realtà, l’immagine catturata e l’immagine visualizzata nel mirino non coincidono mai al 100%, visto che il bordo dell’immagine catturata non è coperto mai interamente dal mirino, capace di restituire immagini che, a seconda dei modelli, offrono dal 92 al 97% del campo visivo. Questa non corrispondenza tra immagine catturata e visualizzata è dettata da ragioni di tipo esclusivamente economico, visto che un sistema ottico perfetto è decisamente costoso ed è utilizzato solo su sistemi di fascia professionale alta.

Reflex a specchio fisso

Esistono anche alcune reflex che adottano uno specchio fisso semitrasparente. Rispetto alle SLR canoniche le reflex a schermo fisso offrono un tempo di reazione decisamente più breve. Sono state inventate soprattutto per la fotografia sportiva e naturalistica dove pochi millesimi di secondo possono fare la differenza fra un’immagine perfetta e una totalmente inutilizzabile. Queste macchine fotografiche, inoltre, non risentono delle vibrazioni causate dalla pressione del tasto dell’otturatore che può generare un fastidiosissimo effetto micromosso.
D’altro canto però, le reflex a specchio fisso, oltre ad essere oramai nettamente più rare, presentano qualche problema di restituzione della luce. Lo specchio di questi modelli, infatti, oltre a essere semitrasparente, non va a otturare la camera dell’obiettivo, causando una netta dispersione della luce. Questo fenomeno, oltre a rendere estremamente meno sensibili e le macchine fotografiche che adottano questo sistema, causa una differenza di illuminazione fra la scena vista nel mirino e l’immagine acquisita. Infine, le reflex a specchio fisso tendono ad accumulare molta più polvere delle reflex a specchio mobile, per cui necessitano molta più manutenzione.

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