Come Instagram sta cambiando la fotografia

instagram: Il sito desktop.

In un articolo su questo sito, “Fotografia: Dall’analogico al digitale”, abbiamo fatto alcune considerazioni sull’educazione all’immagine e sulla disponibilità tecnologica che fa diventare tutti fotografi nell’ottica della condivisione. E’ lecito partire da qui per parlare un po’ di Instagram e di come quest’applicazione stia cambiando il modo di vivere l’immagine e quindi la fotografia, specie nella vita di tutti i giorni. Richard Koci Hernandez ci dice ciò che ne pensa del mondo delle delle immagini al volo.

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Il successo di Instagram

Ci sono dei fenomeni che diventano fenomeni di massa per il messaggio che portano con sé e per il forte rilievo mediatico voluto dagli investitori. Instagram è un caso di questo genere. Nasce come applicazione freeware per iPhone ed in seguito per iPad e iPod Touch. Nel 2012 è disponibile anche per Android. Fino a qui potrebbe essere una normale applicazione dove vengono scattate immagini dalla fotocamera digitale. Ma il fenomeno si unisce genialmente a due altri temi: la fotocamera è con un oggetto che si trova sempre con noi e l’immagine che si ottiene è immediatamente condivisibile online attraverso il social network. Il procedimento è svelto ed istintivo: il nostro occhio è attratto da un soggetto, estraiamo la nostra arma tecnologica e scattiamo, aggiungiamo un filtro, un fumetto o qualsiasi altro elemento secondo il nostro gusto e condividiamo. Non c’è differimento nel tempo. Scatto, inserimento effetto e cornice preimpostati, pubblicazione: questi gli step cui segue lo step dell’attesa dei risultati. L’urgenza di raggiungere la rete e di esprimere la nostra opinione è subito soddisfatta. Instagram è talmente legato ai social network che Facebook ha deciso di acquistare l’applicazione nel 2012.

Un pubblico per Instagram

Si stima che ad utilizzare Instagram siano circa ottanta milioni di utenti che riversano istantaneamente immagini senza limiti su un qualsiasi social: Facebook, Twitter, Flickr, Tumblr, Foursquare, and Posterous. Il pubblico è diversificato e interessato ad un’elaborazione molto veloce delle immagini. Circa un terzo degli utenti di Instagram ha meno di trent’anni ed è equamente diviso tra uomini e donne: piace un po’ a tutti. Del resto un’altissima percentuale di giovani usa degli smartphon in luogo di normali cellulari. Il livello di gradimento per l’app è altissimo: in una statistica ufficiale su circa 2.700.000 votanti l’applicativo è stato considerato di buon livello da quasi due milioni di utenti. Tra i motivi la considerazione che con questo applicativo si producono immagini con effetti artistici in pochi minuti.

Cosa cambia nella fotografia

Instagram si occupa di immagine, anzi, più precisamente di come realizzare una fotografia digitale con tutti i processi di ideazione, realizzazione e post-produzione sviluppati in pochi minuti. Rispetto al passato qualcosa è più facile al di fuori della tecnologia, ed è la sensibilità che abbaimo sviluppato verso immagini ben costruite. Tranne alcuni disperati casi di totale asincronia con il mondo dell’immagine, chiunque ha imparato a scattare un’immagine corretta, dritta e composta bene. Potenzialmente i buoni risultati potrebbero portare nuovi clienti desiderosi di approfondimento nel mondo della fotografia digitale. E poi chi dice che domani l’immagine realizzata con Instagram non diventi un cult? Oggi nessuno butterebbe al macero una polaroid!

C’è chi ne discute molto seriamente

Richard Koci Hernandez è un produttore di sistemi media, fotogiornalista da più di quindici anni e vincitore dell’Emmy award-winning con all’attivo due nomine per il Pulitzer Prize. Insegna all’University of California’s Berkeley Graduate School of Journalism. Non è l’ultimo arrivato né tra i fotografi né tra chi si occupa di giornalismo. Richard asserisce che Instagram ha reso la fotografia un fatto democratico: tutti possono cogliere l’attimo e bloccarne l’emozione. E questa capacità deve essere indipendente dallo strumento, telefono o fotocamera che sia. Non è la prima volta che ci si trova davanti ad un fenomeno di massa in fotografia. I precedenti sono in Polaroid e ancora prima nell’uso dell’economica Kodak’s Brownie.

Il fenomeno sociale merita un approfondimanto

Richard continua ad approfondire il tema. Instagram non è una minaccia per la fotografia, non possono essere 16 filtri ed un po’ di possibilità di layout a rendere eccezionale una foto. Il giusto vestito abbellisce un corpo ma non ne cambia le caratteristiche. Vale a dire che se una foto è irrimediabilmente brutta, i sedici filtri non la salveranno. Ma sarebbe cieco escludere per principio di purezza queste foto da una qualsiasi scala di valori. Anzi potrebbe essere la base per un nuovo linguaggio della fotografia dove assume un contemporaneo significato il motto “I was here this is what I saw”, “ovvero “ero qui e questo è ciò che ho visto”. I risultati ci sono, e non si devono ovviamente solo ad Instagram: nel 1970 scattati due bilioni di ummagini, nel 2011 sono 80 bilioni di immagini.

Ma in ogni caso non sarà la tecnologia a far perdere spazio alla creatività, né lo sguardo potrà essere creativo soltanto grazie alla tecnologia.

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6 risposte a “Come Instagram sta cambiando la fotografia”

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